Sotto il governo napoleonico San Giovanni é assegnata
al Dipartimento dell'Arno. Vicariati e Podesterie, privati
dell'antica funzione di controllo politico sul contado
in seguito al consolidamento dello Stato Mediceo e ridotti
dalle riforme amministrative lorenesi alle sole competenze
giudiziarie, vengono soppressi nel 1848. San Giovanni
perde il territorio di Cavriglia, diventata comune autonomo,
e nel 1848 passa a far parte della provincia di Arezzo.
Sviluppo economico e crescita demografica determinano,
nei primi anni del Novecento, una trasformazione radicale
degli assetti sociali nel centro valdarnese. Cresce numericamente
e per capacità di iniziativa politica e sindacale
un proletariato di fabbrica molto attivo sulla scena politica
sangiovannese.
In breve tempo conoscono un notevole sviluppo gli organismi
mutualistici, cooperativistici, assistenziali e culturali
creati dalle maestranze operaie in risposta alle carenze
della vigente legislazione sociale.
Il secondo conflitto mondiale danneggia seriamente le
strutture produttive della città. L'immediato dopoguerra
é caratterizzato da una rapida ripresa economica
del centro e da un consistente incremento demografico.
La città si estende sfruttando al massimo le aree
libere lungo la riva sinistra dell'Arno e occupando le
aree al di là del ponte sull'Arno. Il nuovo piano
regolatore generale viene approvato nel 1972.
Sul finire degli anni '70 inizia il recupero del centro
storico, fortemente degradato. Ciò comporta il
radicale e sistematico risanamento delle unità
abitative in ubbidienza a omogenei criteri di intervento,
allo scopo di rivitalizzare il centro storico trattenendovi
gli antichi abitanti.
Nel Gennaio 1977 viene approvato il primo piano urbanistico
del centro storico di S.Giovanni V.no, con caratteristiche
fortemente innovative nelle forme e nelle procedure di
attuazione. Nel piano di recupero il centro storico urbano
viene assunto come entità unica da salvaguardare
dal punto di vista urbanistico, sociale, economico e culturale.
Con il 2000 ecco il rifacimento delle due piazze
principali (Piazza Cavour e Piazza Masaccio)
per offrire alla città lo sguardo d’insieme
attuale. |