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PALAZZO D'ARNOLFO
Palazzo Pretorio, meglio noto come Palazzo d'Arnolfo,
dal nome dell'architetto Arnolfo di Cambio che ha progettato
l'intero castello duecentesco e, probabilmente, per notizia
di Giorgio Vasari, anche questo palazzo. E' situato esattamente
nel centro, tra le due piazze principali, Cavour e Masaccio,
affacciandosi sulla via principale del centro, Corso Italia.
L'impianto medievale è stato rimaneggiato già
nel quattrocento; nel corso degli anni ottanta il palazzo
ha goduto di lavori di restauro.
E' sede di alcuni uffici comunali e di mostre d'arte.
Il piano terreno è recintato su tutti i lati da
un ampio porticato, con quattro arcate sulle facciate
e sei sui fianchi, scandite da pilastri ottagonali ornati
da stemmi della città dominante (il giglio fiorentino)
e dalla parte guelfa (l'aquila quelfa).
Nell'atrio è conservato l'originale del Marzocco,
la statua su alto piedistallo in pietra che rappresenta
il dominio fiorentino: un leone seduto che regge con la
zampa lo scudo gigliato. Originariamente posto in piazza
Cavour; di fronte al palazzo, è ora sostituito
da una copia e custodito all'interno del Palazzo Pretorio.
Alle pareti dell'atrio affreschi e stemmi dipinti del
Quattrocento. Il primo piano presenta sulle facciate due
loggiati su colonne e capitelli di gusto rinascimentale.
Una torre emerge dal centro della parete posteriore, con
duplice ordine di finestre e coronamento merlato.
Palazzo d'Arnolfo ha una bellezza eccentrica per le abitudini
costruttive toscane, rifacendosi più a modelli
settentrionali che del centro Italia; il suo fascino è
indubbiamente aumentato dai numerosissimi stemmi di vicariato
che costellano la facciata principale: duecentocinquanta
quelli rimasti, dal più antico del 1410 al più
recente del 1772, in pietra, ceramica, taluni scolpiti
nelle colonne e nei pilastri, altri dipinti. Su piazza
Masaccio si affacciano la Basilica di Santa Maria delle
Grazie, la chiesa di San Lorenzo ed il Palazzaccio.
Quest'ultimo, detto anche Palazzo Salviati, è di
origine trecentesca con successive rielaborazioni. La
facciata ricorda modelli dell'architettura toscana tardo-rinascimentale
nella triplice sovrapposizione di loggiati ed archi ribassati
nei primi due ordini, e architravato a guisa di terrazza
terminale il terzo. |
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